INTERVISTA A JOVA, BOSS DEL BARRICADA
REPORTER (settimanale di Reggio Emilia) n.25 del 28/03/2008
GIO', Il Bruce Springsteen della zona ceramiche
-intervista a cura di Ciro Andrea Piccinini
Giovanni Zanti, detto Gio' Van Zanti (*), 44 anni, è figlio unico, da zero a dieci si sente giovane "11", è separato da piu' di tre anni, ha tre figli che ama tantissimo e da poco ha festeggiato i primi 10 anni della birreria che gestisce insieme all'amico di sempre, Paolo Rivi detto 'Peppo', nonche' -udite udite- il 30° anniversario del suo primo, agognato disco.
D) ...Perchè ti chiamano Bruce?
J) Fà te...I giovani di oggi non hanno fantasia nè slancio...è vero che questa società, o questa politica, gli ha rubato il futuro, ma è anche vero che sono loro ad essere spenti, tutti piu' o meno omologati...
D) Piu' la vita è difficile, fuori, con gli altri, piu' si cerca la vita facile, che sia comoda almeno per sè?
J) Mah, io ricordo che alla loro età ero piu' vivo, piu' dinamico, pieno di idee e d'iniziativa...
D) Ti squilla il cellulare...ma questa è la suoneria di "Born To Run"!
J) Ebbene si, lo confesso: anch'io, come lui, sono nato per correre...Nella vita mi sono sempre battuto per un ideale, il piu' delle volte -devo ammetterlo- anche sbattuto per niente...
D) Sei per caso anche 'born in the usa'?
J) No, sono nato qui, in Italia, a Reggio...in campagna.
D) Ti senti piu' giovane dentro o fuori?
J) E' uguale. Da sei anni vado in bicicletta, uno sport che mi aiuta a stare in forma. Ogni anno aumento i km fatti: l'anno scorso, ad esempio, sono stati piu' di 7000... Sai com'è, non potendo piu' giocare a calcio, che da sempre è una delle mie grandi passioni...oltre alla musica e alla politica, ovviamente...
D) Ovviamente, già. Ci riprovo: perchè ti chiamano Bruce?
J) Ho visto tanti giovani in questi anni, forse troppi, ci sono stato in mezzo...e mi accorgo che si sono persi molti dei valori della mia generazione...20-30 anni fa eravamo forse piu' autentici, piu' ribelli, forse anche piu' felici: oggi invece sembrano dei 'pecoroni', seguono le mode e se ne fregano dei problemi reali della vita. Non tutti, è chiaro: anzi i ragazzi e le ragazze che conosco io sono fortunatamente diversi, piu' "umanizzati"...
D) Addirittura...va bè, cambiamo discorso. Come sei messo nel privato?
J) Sono messo così, nel senso che sono tranquillo. Mi sono separato nel 2004 e ho sempre i miei tre figli, che si chiamano Tanita (che in settembre compie 18 anni), Bruce (che ne fa 14 a maggio) ed Angie-Angelica, che festeggia i 10 in novembre...
D) Da dove viene questa tua grande passione per il rock?
J) Da lontano. Ero un 'pischello', andavo a scuola a Reggio all'Istituto Tecnico ITI, e c'era mio cugino, Graziano Romani, che mi 'passava' le cassette...ma a me piacevano i dischi in vinile, piu' che altro per le loro copertine: così un giorno, davanti a una vetrina, rimasi folgorato dalla cover di "Darkness On The Edge Of Town" di Bruce Springsteen. Fu amore a prima vista, e la cotta continua tuttora...Pensare che per alcuni giorni ho rinunciato alla merenda pur di risparmiare la somma necessaria ad arrivare a quelle benedette 8.500 lire e comprarmelo...
D) Bingo! Allora è per questo che ti chiamano Bruce?
J) Beh, per me Bruce è stato, è e rimane un mito...il mito. Il disco era appena uscito, credo fosse il '78, avevo da poco compiuto i 14 anni. Mi feci tradurre i testi in italiano, e quando arrivai a "The Promised Land" capii che quello ero io...anche perchè con i miei genitori avevo un rapporto molto conflittuale, e mi ci ritrovai in pieno, in quelle strofe.
D) Dicono che da lì in poi sei andato a tutti i suoi concerti, è vero?
J) Di piu': diciamo che senza di me Bruce non suona. Lo andai a vedere per la prima volta a Zurigo, nell'81. Dalla zona ceramiche ricordo che partuirono 3-4 corriere, credo organizzate da Mondoradio. Ebbene: da allora ne ho visti piu' di 50 (cinquanta!) su e giu' per l'Europa...e solo perchè ho iniziato a volare da poco, solo perchè prima mi faceva paura l'aereo.
D) Un idolo, un modello...Anche nel look, a quanto pare...
J) Ci mancherebbe. Porto sempre gli stivali, fin dall'adolescenza, quando tutti mi prendevano per il culo... ma io me ne fregavo e tiravo dritto per la mia strada.
D) Una coperta di Linus.
J) Chi, il dee-jay? No, non l'ho mai conosciuto...
D) Passo e chiudo...Poi ci sono le basette lunghe...
J) ...I jeans e una canottiera senza maniche, sempre: per me è una costante, un marchio di fabbrica. Il look, ai miei tempi (e penso anche ai punks) era un modo per distinguersi, per essere e rimanere se stessi. Oggi, al contrario, è un modo di assomigliare agli altri, di far parte di una massa indistinta, quella del consumismo di stampo televisivo, che detta mode e regole... Bruce invece è rimasto sempre lo stesso: in 30 anni, cioè da quando lo conosco io, ha sempre dimostrato una grande coerenza. Per questo ammiro la sua filosofia di vita, che gli ha permesso di cantare a Sanremo, ma con il testo in italiano in sovraimpressione, affinchè tutti capissero il senso di quelle parole...e senza cagare minimamente Pippo Baudo.
D) Poi l'apertura del tuo locale il "Barricada" di Dinazzano, nel dicembre del '97...
J) Piu' o meno... e comunque io e Peppo avevamo gestito, per anni, un piccolo circolo Arci a Salvaterra, il Red House, oltre alla birreria della Festa Dell''Unità di Casalgrande...Ho un debole per il rock americano in generale, così che nei primi 5-6 anni di attività, visto che il nostro è un music-pub, abbiamo ospitato musicisti di un certo calibro...ma poi i costi sono aumentati e adesso, per i concerti dal vivo preferiamo rivolgerci ai gruppi della zona...
D) Un consiglio: chiamate The Substitutes, cover-band degli Who: suonano da dio...
J) Lo so...fatto sta che io non sono un credente, quindi, al massimo, preferisco che suonino da me, non da dio (ride -ndr)...se mi fanno un buon prezzo li chiamo subito...
D) Affare fatto...Piuttosto: cosa c'entrano i The Gang (definiti a suo tempo "i Clash italiani"), gruppo storico del combat-rock, con Giovanni Zanti?
J) Per me sono come dei fratelli, degli amici, Marino e Sandro (Severini), a cui peraltro devo tantissimo. Quando mia figlia era malata, molto malata, io le mettevo su la loro musica...a lei piaceva molto...e alla fine fortunatamente è guarita. "Barricada", tra l'altro, non a caso è il titolo di un loro album...
D) A bruciapelo: hai fatto i soldi o no? O magari non ti interessa proprio..
J) Sto bene, si...Ma non sono certo ricco. Tra l'altro sono figlio di contadini che lavoravano per il prete di Dinazzano, e devo dire che ne vado orgoglioso...
D) Cosa vorresti fare da grande?
J) Continuare a coltivare i miei sogni, innaffiandoli di tanto in tanto.
D) Un rimpianto?
J) Mah...a 13 anni ero andato a fare un provino per l'Inter, e alla fine mi avevano preso. Poi però mio padre non firmò il consenso, così che me ne tornai a casa. Da allora, però, tifo nerazzurro.
D) Chi c'è adesso?
J) C'è l'Alle. Punto.
D) A capo. E' primavera, se son rose...Un altro tatuaggio: quanti ne hai?
J) Tre. Springsteen sulla spalla destra, i Gang su quella sinistra e , non ci crederai, la prima tessera del Partito Comunista Italiano, del '46, incisa su un polpaccio...così quando vado in bici faccio anche un pò di proselitismo (ride -ndr)...
D) Diciamolo: sei un comunista.
J) Si, sono un comunista italiano: mai avuto a che fare con la Russia o con la Cina. Sono un operaio, uno che le cose se le è sempre sudate. Sono stato iscritto al PCI, diventando peraltro consigliere comunale con delega allo Sport, con due legislature, dall''88 al '95. Poi al PDS, poi stop...già i DS li ho evitati con cura. Così che per una decina d'anni sono rimasto senza tessera, finchè nel '98 ho cominciato ad avvicinarmi a Diliberto, e nel 2004 mi sono iscritto ai Comunisti Italiani.
D) Ti senti ancora un operaio dentro, vero?
J) Abbastanza. ho lavorato per tanti anni in un'officina meccanica della zona, la Società Stampisti di Sassuolo...poi mi sono stancato e ho aperto un negozio di animali a Castellarano, "Animal House"...il resto lo conosci...a proposito, me la fai leggere l'intervista, prima che vada in stampa?
D) Ok, dammi la tua mail...
J) born, trattino, to, trattino, run, chiocciola, liberopuntoit...
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(*) soprannome coniato su Steven Van Zandt, celeberrimo chitarrista della E Street Band, il mitico gruppo di Bruce Springsteen.
--L'articolo/intervista è corredato da due foto che ritraggono il Jova di fronte e di spalle, con addosso una t-shirt nera recante queste scritte: "Very Alcoholic-Peggiori-Explicit Rock" (fronte) , "I vostri etilometri non fermeranno la nostra sete" (retro).
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Graziano |