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Rassegna Stampa

 
 

Intervista a Graziano Romani

Luca Croci/Il Resto Del Carlino

D - Cosa ci dovremo aspettare dal concerto del 7 Agosto che si terr‡ a Casalgrande?
GR - Il concerto di Casalgrande sar‡ una serata veramente speciale, in quanto sar‡ il primo raduno ufficiale dei miei fans, gli ëSpiriti Liberií. Mi Ë sembrato pi? che giusto voler ufficializzare líevento, sar‡ una occasione per ritrovarsi, per comunicare, per conoscersi al di fuori del semplice scambio di messaggi e di mio materiale sul sito Internet. Sar‡ una delle ultime date del tour (quella conclusiva si terr‡ il 25 settembre al Teatro Sanzio di Urbino) e sar‡ un appuntamento da vivere intensamente, un concerto lungo e atteso, forse líoccasione giusta anche per ascoltare alcune rarit‡ o brani che suono raramente dal vivo. Verranno superate quasi certamente le tre ore e mezza del concerto dellíanno passato, chi decide di partecipare si prepari ad una lunga maratona rock insieme. Raduno a parte, invito ad esserci tutta quella gente che ama la musica dellíanima, sincera e passionale e che non disprezza anche un sound pi? ritmato e rockeggiante. Anche io sono un fan di questa musica, essere su quel palco e poter provocare questa aggregazione mi riempie davvero di orgoglio.
D- Verranno quindi ëSpiriti Liberií da tutte le parti díItalia per farti sentire il loro affetto?
GR - So che sicuramente arriveranno da Roma e dintorni, ma anche dalla Lombardia, dal Piemonte e da altre regioni. La tribuí degli ëSpiriti Liberií Ë nata cosÏ, spontaneamente, mi Ë piaciuta líidea di bollare chi mi segue e apprezza la mia musica col termine in cui anchíio mi riconosco. Il sito Internet ha preso vita quasi per gioco, la mailing-list ancor di pi?. Adoro, nelle mie ore di navigazione in rete, entrare ad esempio in certe mailing-list di fumetti americani anni 60-70, dove trovo molta gente adulta che lavora ed ha figli ma che perÚ grazie a questo interesse comune, riscopre il proprio lato giovanile e nostalgico, estraniandosi dalla routine e dai problemi quotidiani, grazie ad una passione comune. Una passione che puÚ davvero creare forti legami tra le persone, ed Ë per questo che ho voluto fortemente questo raduno: ogni persona Ë diversa, unica, proveniente da varie zone geografiche, ma ognuna Ë sintonizzata sulla stessa frequenza. Mi piace pensare che io e la mia musica siamo solo un piccolo pretesto per unire gli ëSpiriti Liberií e per consolidare il legame di passione che li accomuna.
D - PerchÈ non ricevi uníattenzione maggiore da parte dei media?
GR - Purtroppo Ë triste constatare che sui principali network italiani non ci sia neppure un minimo spazio per il mio tipo di musica. Líunica possibilit‡ sarebbe appoggiarsi eventualmente ad una casa discografica specializzata o ad uníagenzia interessata e disposta ad investire migliaia di euro per aggiudicarsi spazi in qualche programma, anche se poi dovrei attenermi ai loro tempi e strategie, compromesso che non so se oggi potrei accettare. Líidea di fondare la mia casa discografica, la Freedom Rain, Ë nata proprio dalla mia necessit‡ di totale libert‡ artistica. Tuttavia oggi spesso e volentieri, chi fa musica e voule emergere Ë costretto a scendere a compromessi: seguire il proprio istinto musicale non paga, conformarsi invece alle tendenze modaiole, offre un illusorio ed effimero miraggio di successo. Tutto viene proposto e consumato troppo velocemente, e líambiente della musica e dello spettacolo non fa differenza. Per quanto mi riguarda, riesco a vivere della mia musica, e ne faccio unaprofessione grazie alla produzione dei miei dischi e ai concerti che eseguo in giro per líItalia con la mia band, senzíaltro tanti stimoli ed energia me li trasmettono soprattutto i miei estimatori, il mio pubblico, non vasto ma veramente appassionato. Eí ovvio che in Italia possa essere difficile proporre dischi rock cantati in Inglese, anche a causa del fatto che i testi non sono per tutti di immediata comprensibilit‡, inoltre ultimamente credo ci sia anche scarsa originalit‡ nelle nuove proposte. Díaltronde nel rock Ë stato quasi detto tutto, da parte mia spero di essere riuscito comunque ad esprimermi con sincerit‡ e originalit‡. Anche se le mie fonti di ispirazione sono riconducibili al rock classico e al soul, a Springsteen, Dylan, Van Morrison, fino ai cantautori italiani anni 70. Nel fare musica, la cosa importante credo sia proporre sempre qualcosa di proprio, di originale, privilegiando i testi e cercando di assorbire sempre e solo líessenziale dalle influenze da cui si trae ispirazione.
D - Quando uscir‡ il tuo prossimo progetto in italiano?
GR - Anche se non cíË ancora nulla di ufficiale, il mio terzo disco in italiano dovrebbe uscire verso la fine del 2005, o allíinizio del 2006. In realt‡ sarebbe dovuto uscire subito dopo ëUp In Dreamlandí, ma una galeotta quindicina di canzoni in inglese, concepite molto in fretta nel novembre-dicembre scorso mi hanno fatto cambiare idea, propendendo per líuscita di uníennesimo album in inglese, che si intitoler‡ ëPainting Over Rustí, in uscita a fine ottobre. Per quanto riguarda il futuro lavoro in italiano, comunque, cercherÚ assolutamente di dare molto risalto ai testi, musicalmente sto gi‡ da tempo lavorando su suoni ed arrangiamenti. Spero di riuscire ad ottenere una collaborazione con una casa discografica per questo progetto, cercando perÚ di evitare condizioni contrattuali troppo vincolanti. So che Ë un periodo difficile anche per i discografici, che tendenzialmente preferiscono non rischiare con produzioni non spiccatamente commerciali, o con proposte artistiche lontane dalle mode.
D - Che differenza passa tra la produzione di un disco di un cantante di successo e quella di un artista alternativo o emergente?
GR - La differenza sostanziale Ë che se anche un big sbaglia un disco avr‡ comunque un pubblico fedele che lo seguir‡ e che anzi, comprer‡ il successivo album non curandosi che sia migliore del precedente. Gli alternativi come me devono semplicemente vivere alla giornata e contare sul sostegno di un pubblico piuí mirato e ristretto. A tale riguardo, non mi piace la moda dei concerti negli stadi: vengono vissuti come un fenomeno mediatico, un ritrovo obbligato a prescindere dalla qualit‡ della musica o dellíinterpretazione, un rito collettivo dove si va per cantare tutti in coro finendo per non avvertire neanche pi? la voce del cantante per il quale sei lÏ. Amo molto di pi? il poter ascoltare in silenzio, emozionarmi della espressivit‡ dei musicisti o lasciarmi andare anche alla fisicit‡ ëa stretto contattoí come accade in luoghi come teatri o club. Certe platealit‡ da stadio sono la negazione del concetto di espressivit‡.Ho gi‡ avuto proposte di piccoli show acustici in librerie e megastores di alcune grandi citt‡, perpromozionare e presentare ëPainting Over Rustí. Credo che mi esibiroí senza microfono, accompagnandomi solo con la mia chitarra acustica e líarmonica, alla maniera dei musicisti di strada, mi piace líidea del cantastorie, del cantautore che comunica senza troppa amplificazione o altri aiuti tecnologici. Mi piace pensare che sempre pi? gente possa appassionarsi nella ricerca della musica che pi? li emoziona, estraniandosi dal concetto di moda. Sin da piccolo ho pensato che ogni conquista musicale, ogni esperienza, sia una sorta di gioiello raro che si possa custodire per sempre, a cui dare pi? valore man mano che ci accompagna nella nostra crescita, nella nostra vita. Nel passato si puÚ e si deve frugare, andando a scovare dischi e libri e opere da scoprire e valorizzare. Il tramite per la conoscenza della musica del passato, del rock delle origini, per me Ë stata líesperienza adolescenziale come deejay in una delle prime storiche ëradio libereí degli anni ë70, Mondo Radio di Scandiano, Reggio Emilia. Eí stato come guadagnare líaccesso illimitato al mondo della musica, perchÈ il frugare nelle migliaia di dischi negli scaffali della sede di quellíemittente radiofonica mi ha fatto crescere dentro questa passione, che poi Ë sfociata nella volont‡ di proporre di conseguenza la mia musica. Io credo che ultimamente il mercato e le case discografiche non aiutino veramente i giovani ad accostarsi alla musica, si parla continuamente di abbassare il prezzo dei dischi, secondo me sarebbe sacrosanto iniziare abbassando almeno i prezzi di tutti quei dischi fondamentali, quei capolavori che hanno fatto la storia della musica popolare: in questo modo si permetterebbe a tanti giovani, e magari agli artisti di domani, di poter davvero accedere alla voce delle generazioni che li hanno preceduti. Anche perchË tantissima musica fondamentale non la si puÚ trovare facilmente e scaricare gratuitamente da internet, e comunque sostengo che la musica e gli artisti debbano essere rispettati, e che i dischi debbano essere regolarmente acquistati, e non illegalmente duplicati...Ma ormai Ë un sistema troppo difficile da sovvertire.
D - Pensi che un disco in italiano possa far aumentare i consensi del pubblico verso di te dato il momento di scarsa creativit‡ di noti artisti come Ligabue o Vasco Rossi?
GR - No comment riguardo altri artisti, per quanto mi riguarda non sono in competizione con nessuno, ovvio che mi farebbe piacere vedere la mia proposta artistica apprezzata da un pubblico sempre piuí vasto. Comunque, un futuro mio album in italiano dovr‡ senzíaltro connettersi ad un pubblico attento, maturo. Non ho mai fatto musica platealmente commerciale, anche se considero le mie canzoni fruibili da chiunque. ContinuerÚ con un linguaggio semplice, diretto e cercherÚ di emozionarmi e di emozionare, cantando le mie canzoni, come ho sempre fatto. La mia idea-base sar‡ sempre quella di partire da sonorit‡ vicine al rock-folk classico per poi sconfinare in qualcosa di personale, che risulti efficace e sincero. Sar‡ sicuramente un disco pi? maturo e raffinato di ëStorie Dalla Via Emiliaí, il mio album del 2001, ed avr‡ atmosfere che probabilmente si avvicineranno a quelle che hanno caratterizzato alcuni miei brani recenti come The Bridges You Burní o ëShine Your Lightí.
D - Ultimamente le tue tournee si sono spostate anche al sud. Il ëgiroí si sta allargando?
GR - SÏ, Ë vero. ëUp In Dreamlandí ha ottenuto un successo per certi versi inaspettato, ricevendo lusinghiere recensioni, superando le tremila copie vendute a nove mesi dallíuscita e confermandosi tra i dischi di produzione indipendente piuí graditi dellíanno. Proprio questi fattori hanno contribuito ad ampliare il giro dei concerti e ad aumentare líinteresse circa la mia proposta artistica. Mi ha fatto piacere constatare ultimamente anche il ritorno di un certo pubblico che seguiva i Rocking Chairs, magari gi‡ dagli inizi, e che ora si ripresenta davanti a me e a Max ëGrizzlyí Marmiroli per farsi autografare i vinili del nostro storico gruppo. Questo mi fa capire come fosse valida allora la proposta artistica dei Chairs, di cui conservo e tramando líanima musicale, e di come sia valida ancora oggi. Posso assicurarti che líentusiasmo e lo spirito sono gli stessi di ventíanni fa, cosÏ come la passione e le motivazioni che ci metto. Ad ogni concerto mi emoziono alla stessa maniera, cerco di modificare la scaletta inserendo sempre qualche chicca in modo tale che ogni live sia diverso dagli altri. Il feeling tra i miei ex compagni di avventura non si Ë logorato, Max Marmiroli ha ricominciato a suonare con me nel 2000, riscoprendo e riproponendo quelle sonorit‡ tipiche dei Chairs, e il mio caro amico Mel Previte anche se talvolta impegnato altrove, appare spesso come ospite speciale nei miei concerti.
D - E del tuo prossimo disco ëPainting Over Rustí cosa puoi dirci?
GR - ëPainting Over Rustí sar‡ la degna conseguenza del discorso gi‡ intrapreso con ëUp In Dreamlandí. Saranno come al solito tredici canzoni ma questa volta tutte inedite e scritte da me, sar‡ infatti il mio primo disco senza covers e ne sono orgoglioso e contento visto che sento questo mio nuovo progetto quasi come un ëconcept albumí. Ho lavorato sodo, molto motivato e stimolato, cercando di inserire suoni e melodie molto vari e personali. In dieci giorni di registrazione ho cercato di trarre il meglio dai miei musicisti, forse anche perchÈ siamo oramai un gruppo molto affiatato e sintonizzato. Il titolo rispecchia nel bene e nel male líatteggiamento ormai consolidato nella societ‡ moderna, un concetto molto forte, anche se fortemente negativo. Il non risolvere i problemi, cercando ogni tanto di coprire alla bellíe meglio la magagna ( pitturare sulla ruggine ), facendo finta di non sapere che tanto prima o poi tutto il male riaffiora. Qualche brano si puÚ accostare a Bob Dylan per líuso nei testi di riferimenti biblici, parole come Jesus o God saranno spesso ripetute, il titolo di una canzone addirittura avr‡ il nome di un santo. Penso che se ëUp In Dreamlandí Ë piaciuto, non potr‡ non risultare gradito anche questo mio nuovo lavoro. Con questo album, spero di raddoppiare i consensi ottenuti da quello precedente, davvero... Ma la cosa a cui tengo di piuí Ë che la tribuí degli ëSpiriti Liberií continui ad aumentare!
D - La critica definisce la tua voce come una delle pi? belle díItalia, sei considerato il miglior esponente nazionale del rock di matrice americana. Hai perÚ raggiunto una discreta popolarit‡ mediatica soltanto con il singolo ëChristmas with the Yoursí...
GR - La grande canzone di Natale realizzata qualche anno fa con Elio e le Storie Tese... Si, tra líaltro ho rischiato di doverla eseguire anche a Carpi qualche sera fa insieme agli Elii, Ë sempre bello poterla cantare e augurare alla gente ëBuon Nataleí anche se si Ë ad agosto e circondati dalle zanzare. Eí stata una vera e propria hit, ottenendo una grande programmazione radiofonica e vendendo moltissimo, di questo fui felicissimo perchÈ i proventi del singolo erano destinati ad associazioni benefiche contro líAIDS. ëChristmasí Ë una canzone impegnativa da cantare, mi costringe a toccare tonalit‡ altissime, e mi diverte sempre tantissimo interpretarla...La vocalit‡ per un cantante Ë importante, ma nel music-business sono altre purtroppo le cose che contano. Io ci sto vivendo ai margini, nË dentro nË fuori, portando avanti la mia carriera secondo i miei tempi e le mie regole, assecondando la mia creativit‡, e questo non Ë poco, Ë un bel privilegio. Spero in futuro di poter proporre di nuovo nella mia lingua madre le mie canzoni e le mie idee, colorandole con i miei suoni, con le mie melodie...Con il mio personale tipo di rock. ...Gi‡, il buon vecchio rock, parola sfruttata, datata, abusata e spesso sputtanata. Spesso e volentieri si tende a definire rock anche ciÚ che in realt‡ non lo Ë, lo si confonde, lo si interpreta male. Molti, tanti artisti di oggi dovrebbero capire che, nonostante i proclami, la retorica e le pose, non sono inventori di niente. Siamo tutti foglie, le radici stanno giuí in basso, e dobbiamo conoscerle bene e rispettarle, sono quelle che hanno iniziato tutto, che ci fanno vivere... Il rock devíessere patrimonio di tutti, Ë lo sforzo di chi ha potuto imparare dalle origini, nel nostro paese Ë quello di artisti e gruppi come Nomadi, Equipe 84 e Guccini che negli anni ë60 riadattarono in italiano i successi internazionali contemporanei che spopolavano allíestero, le canzoni degli Animals, di Bob Dylan, dei Rolling Stones.... Bisognerebbe avere coraggio e mettersi un poí pi? in discussione, andare a scavare nel passato, prima di pretendere di fare musica nel presente. Come me ci sono tanti artisti, penso ad esempio a Massimo Bubola o ai Gang o i Cheap Wine, che girano líItalia in lungo ed in largo riscuotendo successi di pubblico e di critica senza perÚ mai trovarsi di fronte alle grandi platee che invece si registrano negli stadi o a qualsiasi Festivalbar. Guardano avanti, semplicemente, continuando con onest‡ e passione il loro percorso. Per contro, ho visto perÚ molti gruppi alternativi diventare gruppi qualunque e perdere la loro originalit‡, subito dopo avere firmato per una major, in maniera molto sfrontata e scontata. Io cerco di non cambiare mai atteggiamento, di essere sempre sincero con me stesso e con il mio pubblico, e di non precludermi mai la possibilit‡ di scegliere e di comunicare... Capisci ora líimportanza di sentirsi uno Spirito Libero?
D - Curiosit‡ personale: come curi la tua voce?
GR - Cerco innanzitutto di non bere alcolici e poi non sono fumatore. Mangio sempre prima di ogni concerto visto che líalimentazione Ë importante per un giusto apporto energetico, ed io nei miei concerti di energia ne brucio parecchia. Non so in che condizioni possano essere le mie corde vocali attualmente, non ho mai studiato tecniche particolari per salvaguardarle, ma so che non mi hanno mai tradito, e questo Ë líimportante. Ultimamente tra líaltro cerco di urlare sempre meno, portando la mia vocalit‡ verso una maggiore espressivit‡ e intensit‡. Sono assolutamente convinto che le canzoni sussurrate possano entrare meglio nellíanima della gente. Si viene a creare senza dubbio un coinvolgimento maggiore, finisci per emozionarli ed emozionarti di pi?. Il problema Ë trovare un pubblico che ascolti chi sussurra. Spesso in questa societ‡ ci si accontenta e si finisce per ascoltare soltanto ciÚ che ci viene imposto a gran voce, la gente ha sempre meno voglia e tempo per cercare e magari quel che non arriva subito, quello che necessita piuí attenzione Ë proprio quello che andrebbe salvato, proprio quello di cui forse avremmo tutti bisogno.
D - Prima hai parlato delle tue varie influenze musicali; descrivimi il tuo rapporto con Bruce Springsteen.
GR - Bruce ëThe Bossí rimane la mia principale influenza, ed anche se a volte possa risultare nascosto, il suo insegnamento nella mia musica comunque non Ë venuto mai a meno. Con ëSoul Crusaderí ho voluto omaggiare lo Springsteen fuori dallíicona di rockstar, quello pi? soul-folk e quindi maggiormente legato alla mia essenza e vocalit‡. Ho sentito miriadi di cover-band di Bruce che cantavano i suoi brani pi? di successo ignorandone perÚ i reali significati. Io penso che si debbano cantare canzoni solo se ci si identifica in esse, solo se riusciamo a sviscerarle e a farle nostre, per questo preferisco e scelgo la ëpoetica soulí di Springsteen. ëSoul Crusaderí Ë stata anche líoccasione per ëpunireí il mio maestro per non avere mai pubblicato certi splendidi brani, amatissimi dai fan, che invece dovrebbero essere patrimonio di tutti e pubblicati ufficialmente. Allíinizio temevo che si potesse arrabbiare per avergli inciso dei brani rari, ma ho poi saputo tramite amici comuni vicini al suo staff che anzi, il mio lavoro Ë stato molto apprezzato.
D - Ed Ë arrivata la proposta di ëThe Promiseí?
GR - SÏ, ho interpretato ëThe Promiseí nel recente tributo a Bruce Springsteen intitolato ëLight of Dayí, uscito in tutto il mondo. Ne sono state vendute gi‡ 30-40 mila copie. Il ricavato del doppio album Ë andato ad associazioni per la lotta al morbo di Parkinson. La mia versione Ë la traccia tredici (non per mia scelta, ma mi sta bene, il 13 Ë il mio numero preferito) del secondo cd, quella che chiude líintera opera, credo si presti bene come brano conclusivo, per i saluti. Eí stato davvero un grande onore per me essere incluso insieme ad importanti artisti, amici e collaboratori di Bruce come Elvis Costello, Joe Ely, Nils Lofgren, Graham Parker, Garland Jeffreys... La mia versione del brano ëFrankieí che ho registrato per ëUp In Dreamlandí Ë stato poi líultimo anello della catena, forse il mio definitivo omaggio a Bruce, e si sposa bene con i brani dei Rocking Chairs o col periodo che pi? amo di Springsteen, cioË quello che va da ëDarkness On The Edge Of Towní a ëThe Riverí. Basti solo pensare che nel lontano 1981 fu un concerto di Bruce a far scattare la molla per il concepimento del mio primo progetto musicale, i Rocking Chairs...Da allora non mi sono piuí fermato.
D - Ultimamente ti Ë stata offerta anche la possibilit‡ di tributare Bob Dylan?
GR - Il disco tributo a Bob Dylan Ë ancora in via di definizione, anche se ho gi‡ qualche idea in testa. Dylan ha una discografia talmente sconfinata ed importante che Ë difficile sapere dove andare a parare: sarebbe come portare un bambino in un negozio di giocattoli e dirgli che ne potr‡ scegliere uno solo... Sar‡ certamente una chance da giocarsi al meglio, líalbum-tributo sar‡ ultimato quasi certamente nella primavera 2005. Sar‡ interpretato solo da artisti italiani, penso quindi che anchíio parteciperÚ interpretando il mio brano in italiano. Probabilmente questa versione potr‡ servire come apripista per anticipare líeventuale successore di ëStorie Dalla Via Emiliaí... In ogni caso cercherÚ di scegliere il brano partendo dal testo della canzone, di solito tendo a preferire adattamenti del testo originario rispetto a stravolgimenti drastici. Dai miei inizi, di cover dylaniane ne ho gi‡ fatte parecchie, sia nel corso della serie di spettacoli acustici intitolata ëLíAmerica Sognataí che nei miei concerti e dischi, compreso il cd-live registrato il 13/04/02 allíauditorium di Udine, che conteneva la classica ëLike A Rolling Stoneí e ëTi Voglioí, ovvero la versione di ëI Want Youí che fecero i Nomadi del mitico Augusto Daolio, negli anni ë60. Per me una cosa Ë chiara: Zimmy merita sempre e comunque rispetto...

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06/09/10
Nel numero del mese scorso (agosto) di WALHALLA -variegata rivista di scritti e fumetti della ComixComunity- è inclusa una recensione del nuovo album di Graziano, ZAGOR KING OF DARKWOOD. La rivista Walhalla è disponibile nelle fumetterie e nelle edicole specializzate.

31/08/10
Sabato 4 settembre, tra le iniziative del "FESTIVAL DELLE STORIE" di minimum fax live, a San Donato Val di Comino (Frosinone), nella piazza centrale, alle ore 16:30, si terrà l'incontro "Eroi di carta - Tex, Zagor, Dylan Dog: superuomini e supereroi". Intervengono Moreno Burattini, Adamo D'Agostini, Cinzia Leone e Marco Mancassola, accompagnati da un'esibizione solo-acoustic di Graziano Romani, che presenterà brani dal suo ultimo disco ZAGOR KING OF DARKWOOD. Per maggiori informazioni: www.minimumfax.com/

09/08/10
Sull'eccellente BLOG personale di MORENO BURATTINI, sabato 7 (proprio la data del nostro 7°RADUNO!) è stato pubblicato un ampio articolo a firma di Burattini stesso, intitolato simpaticamente SPQR...Una lunga chiacchierata che spiega e rivela tutto dell'amicizia e delle collaborazioni tra MORENO e GRAZIANO, sia passate che 'future', compreso il nuovo libro in preparazione...Alcune foto inedite e i link a vari video, compreso quello classico di ADIOS, arricchiscono la trattazione, molto divertente e interessante. Consigliatissima la lettura, al sito http://morenoburattini.blogspot.com/

04/08/10
Uno splendido reportage fotografico del concerto del 25 giugno 2004 (a Soliera di Modena) di GRAZIANO & Band (UP IN DREAMLAND TOUR) è disponibile al sito www.schumacher-modena.com ...La scaletta dei brani eseguiti in quello show: Wounds and scars/Let's come alive/Streetwise/Right from wrong/The bridges you burn/Sparks of passion/Nobody knows/The soul of a man/Revolution blues/Bang your head against the wall/Listen to your heart/No sad goodbyes/Up in Dreamland/Face the world/Dance with you/Old rocker busted/Freedom rain/Burning. Non vi resta che cliccare sulla rubrica "foto-album n.4" e buona visione!

20/07/10
Questa sera, dalle frequenze dell'emittente radiofonica BLURADIO VENETO in diretta nel corso del programma "Bluradio Sera" (condotto da Sergio Bortolami e Maurizio Calzavara, a partire dalle ore 21.00), intervista esclusiva a Graziano Romani, per la presentazione del suo ultimo concept-album ZAGOR KING OF DARKWOOD. Il nuovo disco è in programmazione su BLURADIO da alcuni mesi, e sta riscuotendo un ottimo gradimento: il brano MOLLY MALONE è attualmente piazzato al 10° posto della classifica delle canzoni rock più programmate dall'emittente... Potrete seguire il programma anche in streaming, al sito www.bluradioveneto.it

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