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Confessions Boulevard

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Rassegna Stampa

 
 

TRE COLORI: stesso viaggio, altra rivincita

Ettore Cominelli (Webmaster Bootleg Site) - marzo 2007

Graziano Romani torna a cantare in lingua italiana pubblicando un album in cui convivono molti stili diversi, forse il più vario in assoluto della sua carriera.

Il suono di “Tre Colori” è marchiato infatti dal rock americano “on the road” (Andare andare andare, Solerosso), da quello italiano “classico” (Guardando in faccia al sole, Dire si), dal folk (Corre buon sangue, Tre colori) ma anche da episodi raffinati (Acceso, Ad ogni passo). A dire il vero anche i pezzi più movimentati sono caratterizzati da arrangiamenti curatissimi ed in generale da un tono meno rabbioso e più composto rispetto all’esordio solista del 93 e a “Storie Dalla Via Emilia”.

Non è sicuramente facile amalgamare le molteplici sfumature della sua musica con i testi in italiano, soprattutto perchè Graziano è un autore veramente atipico avendo sviluppato maggiori esperienze di scrittura in lingua inglese. Questo fatto si nota a volte nei brani più datati, mentre quelli più recenti dimostrano una scrittura più fluida e matura.

Il passaggio da “Confessions Boulevard” a “Tre Colori” mette in risalto la differenza di ambientazione: i temi sono quelli da sempre cari a Graziano, ma mentre su “Confessions” le storie sono narrate prevalentemente dal crepuscolo alla notte, magari con la pioggia, quest’ultimo lavoro inquadra scene che avvengono di giorno, alla luce del sole, mai come stavolta protagonista. Così in luogo di un tramonto (Sun going down) o di un chiaro di luna (Last moonshine),
troviamo un sole rosso che brilla alto, da guardare dritto in faccia, che “accende” e illumina la strada.

Apre il disco “Spiriti liberi” e come spesso accade quando si conosce già una canzone per averne sentito delle vecchie versioni in studio o dal vivo, si rimane spiazzati. Dopo le aperture dure di “Let’s Come Alive”, “Painting” e “Confessions” si cambia registro: niente riff di chitarra elettrica a lanciare la corsa, la batteria di Pat è accompagnata dalle percussioni di Alberto Solieri
e dalle chitarre acustiche, a riempire il suono ci sono il violino del Maestro Germini e addirittura una tromba dal vago sapore western che ci ricorda quanto Graziano ami la West Coast. Dal vivo sarà sicuramente più scarna e cattiva ma questa versione definitiva è davvero sorprendente.

Anche l’apertura di “Stesso viaggio stessa città”continua a ricordarmi l’ovest degli Stati Uniti, ma la scena è una stazione italiana descritta nel susseguirsi di immagini a grande velocità, seguendo il ritmo serrato imposto dal mandolino di Francesco Moneti e dalla chitarra elettrica di Max Cottafavi che sfodera anche un assolo bellissimo. Questo non è il treno di fratellanza di “Ride this train”, qui la gente cerca di sopravvivere nella competizione quotidiana per arrivare ad una meta forse più morale che materiale: la città che si cerca è la propria libertà.

“Corre buon sangue” ospita gran parte dei Modena City Ramblers per una ballata folk dal sapore celtico, un pezzo fra i migliori dell’album che esalta l’amicizia e possiede tutte le carte per diventare un classico.

“L’amore che dai” è un brano dalla grande vena melodica basato sulla elettrica inconfondibile di Tede, il testo è appoggiato benissimo alla musica, potrebbe essere un singolo ideale e Graziano lo canta in maniera splendida.

Sono cinque anni che aspettiamo e finalmente “Acceso” entra a far parte della discografia ufficiale. L’abbiamo avuta in assaggio quando era solo un demo acustico, poi l’abbiamo sentita dal vivo nelle mani di tutta la band, adesso è finalmente il momento di ascoltarla completa. A mio parere è uno dei migliori brani pubblicati da Graziano in italiano, il messaggio che sta alla base è
bellissimo perché oltre a resistere alle mille difficoltà che la vita gli pone davanti, il protagonista trova anche il modo di offrire questa forza in aiuto a chi ha vicino. Sono convinto che anche nei concerti in trio acustico rimarrà una perla.

Il segnale di un Romani meno rabbioso anche sui pezzi rock è “Andare andare andare”: il testo non fa complimenti e punta il dito contro chi ha sempre una soluzione migliore della tua e non si fa problemi a rinfacciartelo, salvo poi rimanere spettatore degli eventi quando è il momento di mettersi in gioco. Un tempo sarebbe stato un urlo violento, ed invece Graziano canta con la voce più aspra e roca di tutto il disco ma senza esagerare, con un tono amaro anche se non rassegnato. Bel lavoro di Cris all’organo, l’intera band sembra far
esplodere il brano sul finale per poi rallentare di nuovo e chiudere con il solo Tede come in apertura. Anche questo un pezzo che dal vivo sarà notevole.

“Giorni sporchi” è invece uno dei due episodi che non mi esaltano: ne
conoscevamo una vecchia versione più dura e meno curata, adesso il ritmo nelle strofe è più sincopato ma alla fine mi suona come un brano un po’ scontato e la presenza di Elio alla seconda voce non fa la differenza.

Altra storia invece con “Solerosso”, che è il pezzo più recente, composto e registrato quasi di getto e che vede infatti alle chitarre Cristiano Maramotti, attuale chitarrista della band. Una road ballad semplice ma diretta come un autostrada nel deserto, con le chitarre e l’organo a guidare la danza e l’invocazione al sole di farci chiaro per poter arrivare lontano nonostante tutto. Qualcuno trova questi brani (alla “Lucky Town”, tanto per capirci) monotoni e poco espressivi, a me piacciono un sacco perché ogni volta che li
sento mi danno la stessa emozione del primo ascolto. La metrica dei versi e le rime la rendono anche orecchiabile, ma questo non è un difetto di sicuro.

“Tre colori” è una ballata suggestiva, prima strofa di Graziano da solo, poi entrano l’acustica di Lele Cavalli e la viola di Giulia Nuti. I colori che balzano agli occhi sono paesaggi e oggetti ma anche sensazioni.

Marino e Sandro Severini entrano in scena su “Guardando in faccia al sole” e non potrebbe essere altrimenti visto che si tratta di una rivendicazione di libertà (anche artistica) e forza da parte di chi non si piega a certe logiche, tirando dritto per la propria strada meritando sempre rispetto. Bellissime le voci di Marino e Graziano, un duetto perfetto quanto quello con Elliott Murphy in “Get togehter soon”. Basso di Max Ori molto davanti al resto degli strumenti, fra cui Sandro Severini alla chitarra. Ottimo anche il drumming di Patrizio Bonan.

“Dire si” e “Una luce diversa” sono accomunate dal fatto di essere canzoni d’amore in cui la chitarra carica di effetti di Max Cottafavi guida il pezzo; nel primo caso viene supportata benissimo dal piano di Cris Gianfranceschi e trova un ritmo semplice ma azzeccato che nelle radio andrebbe alla grande. Nel secondo caso invece ritorna il violino di Germini che contribuisce a rendere oscura l’atmosfera del pezzo, dove il testo di Graziano è cupo, quasi fobico, ma sembra troppo attorcigliato attorno alla musica e risulta ripetitivo.

Il disco si chiude con uno dei punti più alti: “Ad ogni passo” è un pezzo di grande classe, un’altra promessa d’amore, ma di quelle che ricorderemo come “Every road I travel” perché il testo è bellissimo, gli archi del Maestro Germini disegnano una melodia dolcissima dove trovano spazio anche il piano e finalmente il sax soprano di Max “Grizzly” Marmiroli, assente in tutti gli altribrani.

Anche stavolta bisogna prendere atto delle grandi interpretazioni di Graziano, vocalist espressivo e padrone delle canzoni, fatto non comune nel panorama musicale nostrano, specie quando si tratta di salire su un palco.

Ultima nota per la confezione molto curata di questo cd con le stupende foto di “Willo Ferrari” realizzate nella Sala del Tricolore a Reggio Emilia.

Ettore Cominelli

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06/09/10
Nel numero del mese scorso (agosto) di WALHALLA -variegata rivista di scritti e fumetti della ComixComunity- è inclusa una recensione del nuovo album di Graziano, ZAGOR KING OF DARKWOOD. La rivista Walhalla è disponibile nelle fumetterie e nelle edicole specializzate.

31/08/10
Sabato 4 settembre, tra le iniziative del "FESTIVAL DELLE STORIE" di minimum fax live, a San Donato Val di Comino (Frosinone), nella piazza centrale, alle ore 16:30, si terrà l'incontro "Eroi di carta - Tex, Zagor, Dylan Dog: superuomini e supereroi". Intervengono Moreno Burattini, Adamo D'Agostini, Cinzia Leone e Marco Mancassola, accompagnati da un'esibizione solo-acoustic di Graziano Romani, che presenterà brani dal suo ultimo disco ZAGOR KING OF DARKWOOD. Per maggiori informazioni: www.minimumfax.com/

09/08/10
Sull'eccellente BLOG personale di MORENO BURATTINI, sabato 7 (proprio la data del nostro 7°RADUNO!) è stato pubblicato un ampio articolo a firma di Burattini stesso, intitolato simpaticamente SPQR...Una lunga chiacchierata che spiega e rivela tutto dell'amicizia e delle collaborazioni tra MORENO e GRAZIANO, sia passate che 'future', compreso il nuovo libro in preparazione...Alcune foto inedite e i link a vari video, compreso quello classico di ADIOS, arricchiscono la trattazione, molto divertente e interessante. Consigliatissima la lettura, al sito http://morenoburattini.blogspot.com/

04/08/10
Uno splendido reportage fotografico del concerto del 25 giugno 2004 (a Soliera di Modena) di GRAZIANO & Band (UP IN DREAMLAND TOUR) è disponibile al sito www.schumacher-modena.com ...La scaletta dei brani eseguiti in quello show: Wounds and scars/Let's come alive/Streetwise/Right from wrong/The bridges you burn/Sparks of passion/Nobody knows/The soul of a man/Revolution blues/Bang your head against the wall/Listen to your heart/No sad goodbyes/Up in Dreamland/Face the world/Dance with you/Old rocker busted/Freedom rain/Burning. Non vi resta che cliccare sulla rubrica "foto-album n.4" e buona visione!

20/07/10
Questa sera, dalle frequenze dell'emittente radiofonica BLURADIO VENETO in diretta nel corso del programma "Bluradio Sera" (condotto da Sergio Bortolami e Maurizio Calzavara, a partire dalle ore 21.00), intervista esclusiva a Graziano Romani, per la presentazione del suo ultimo concept-album ZAGOR KING OF DARKWOOD. Il nuovo disco è in programmazione su BLURADIO da alcuni mesi, e sta riscuotendo un ottimo gradimento: il brano MOLLY MALONE è attualmente piazzato al 10° posto della classifica delle canzoni rock più programmate dall'emittente... Potrete seguire il programma anche in streaming, al sito www.bluradioveneto.it

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