|

Rockin' in Dreamland
Marco Denti, RootsHighway
Painting Over Rust conferma la strada intrapresa da Up in dreamland: un'evoluzione sensibile del songwriter, verso canzoni e temi pi? complessi, che comunque non si dimentica le sue radici nelle rock'n'roll band e non soltanto perchÈ nel disco ci sono Mel Previte e Max Marmiroli, ovvero i veterani dei Rocking Chairs, ma anche per l'energia e l'elettricit‡ diffusa.
Come hai raggiunto questo equilibrio?
E' un equilibrio conquistato faticosamente, ho cercato di esprimere liberamente quello che sono adesso, quello che sento, come songwriter emusicista, senza forzature o clichË. Credo di essere riuscito a scrivere dei testi efficaci e semplici, ma anche poetici ed interessanti. Alcuni testi sono in qualche modo l'attestato del mio modo di essere, e anche quello di molta gente che mi segue e mi sostiene, una specie di 'free spirits feeling', insomma. Altre liriche parlano di sociale, di non violenza, di solitudine, di speranza, altre ancora sono quasi dei piccoli shorts cinematografici, schegge di storie quotidiane. Anche il sound dei miei inizi Ë importante, sar‡ sempre con me, Ë per questo che mi riescefacile ricreare quella grande energia che caratterizzava la mia prima band, i Rocking Chairs. Max Marmiroli non ha mai smesso di collaborare con me, dal 2001 Ë tornato ad essere un componente fisso della mia band, Ë un musicista davvero sensibile e originale. Con Mel Previte c'Ë una grande amicizia, un feeling speciale che ci lega da quando eravamo i Chairs, ogni tanto lo coinvolgo nei miei nuovi lavori o nei concerti, Ë il vero chitarrista rock'n'roll, molto sensibile, un grande cuore. La mia band attuale Ë la migliore che abbia mai avuto, insieme riusciamo a catturare sonorit‡ davvero magiche, sia dal vivo che in studio: non a caso l'ho battezzata "Dreamland Band". Certo tutto questo servirebbe a poco se non ci fossero delle buone canzoni su cui lavorare, e devo dire che questo nuovo materiale Ë il mio migliore e il piu' maturo a livello di composizione e melodia, credo tanto in queste canzoni, alcune si distaccano nettamente da tutto quello che ho scritto prima, cose piu' originali anche musicalmente, tipo From Our Hands o Thirteen. Painting Over Rust Ë un disco vario, ogni canzone credo sia diversa ma complementare alle altre, formando quasi un 'concept album', termine spesso usato negli anni '70. Non cambierei una singola nota di questo mio nuovo lavoro, sono davvero soddisfatto. Painting over rust Ë anche un disco dove le tue principali influenze (il rock'n'roll, il soul e il rhythm and blues, certe ballate d'autore) sembrano avviate a trovare una sintesi sempre pi? personale. Dal tuo punto di vista, questa linearit‡ dipende dalla tua crescita come songwriter o Ë anche frutto di un lavoro di produzione sempre pi? attento e magari meno immediato che in passato?
Tutte e due le cose. Credo di essere maturato tanto come songwriter, ma anche come produttore ed arrangiatore: spesso quando scrivo un brano ho gi‡ in mente le sonorit‡ e l'arrangiamento, lo immagino gi‡ con una forma quasi completa. E' successo assolutamente anche con questo nuovo lavoro, tutti i tasselli sono finiti al posto giusto, velocemente e con spontaneit‡, per lasciare tanta freschezza nelle versioni in studio. L'immediatezza Ë importante, la dimostrazione piu' chiara Ë data dal fatto che le nuove canzoni suonano da dio anche dal vivo, anzi sembrano scritte per essere eseguite dal vivo, guadagnandoci in energia ed entusiasmo. In concerto il nuovo disco lo suono praticamente tutto, integrandolo ad alcune cose dei miei dischi passati e alcune "rarita" dei Rocking Chairs, uno show molto intenso e coinvolgente, che rappresenta appieno la mia essenza.
Riassumendo il tuo passato prossimo: due dischi di materiale dei Rocking Chairs, due dischi solisti, uno in italiano, e il tributo a Bruce Springsteen: una lunga e fertile stagione che Ë confermata anche dall'incessante attivit‡ dal vivo. E' frutto della tua ritrovata indipendenza, o c'Ë qualcos'altro?
Si, Ë frutto di una ritrovata indipendenza, possiamo chiamarla anche "libert‡ artistica", l'ho ottenuta fondando la mia etichetta, la Freedom Rain Records. Proprio qualche giorno fa sono stato ospite del mio amico Elliott Murphy, sul palco di un teatro vicino a Trento. Il mitico Murphy, che sul nuovo album duetta con me nel brano Get Together Soon, mi ha detto sorridendomi che mi vede in grande forma, definendo il mio stato attuale una specie di "artistic renaissance", beh forse Elliott ha centrato in pieno, mi sento molto motivato ed ispirato, grazie anche al grande supporto ed entusiasmo che mi danno i miei sempre piu' numerosi fans, ovvero gli "Spiriti Liberi".
A proposito del tributo springsteeniano: sembra che sia stato proprio quello il momento in cui hai ritrovato certi stimoli e una certa attenzione nonchÈ, paradossalmente, una direzione molto pi? personale nei tuoi lavori. E' vero o Ë solo una nostra impressione?
Verissimo. Forse potr‡ sembrare paradossale, ma il mio personale tributo a Springsteen ha riacceso in me quel fuoco speciale, quella passione che avevo agli inizi con i Chairs. Fondamentale perÚ anche tutto il bagaglio di esperienze che ho accumulato nel mio lavoro, importanti i miei lavori solisti ed anche l'esperienza come voce/leader delle bands Megajam 5 e Souldrivers. Ora mi sento in uno stato di grazia, sono davvero felice, anche nella vita privata: nonostante siano tempi duri per certa musica nel nostro paese, spero di poter continuare a fare il mio lavoro in futuro e di migliorare ulteriormente come artista e cantautore, mi piacerebbe anche produrre altri artisti. Sto valutando anche la possibilt‡ di fare qualche piccola tourneË in Germania e in Spagna nel 2005.
La svolta di Up in Dreamland continua in Painting Over Rust anche nelle canzoni: canti di Faithless Times, ma il disco Ë pervaso da una forma, quasi sotterranea, di speranza e di energia nemmeno tanto nascosta. E' l'effetto finale del rock'n'roll?
Chiaro, l'effetto finale sta nella speranza, nel vedere un raggio di luce alla fine del tunnel, nel coraggio di andare spesso controcorrente, nel non lasciarsi plagiare, nel credere in sË stessi. Rock'n'roll Ë energia, divertimento, ribellione, rabbia ma puÚ e deve essere anche sentimento, speranza, fede, coraggio. E' un modo di essere, non Ë mai stato e mai sar‡ solo musica
Pi? dal vivo, che forse sui dischi, emerge con sempre maggiore evidenza l'aspetto soulful della tua voce e anche del tuo intrattenere il pubblico. Pensi che in futuro il cantante possa avere la meglio sul songwriter o che i due aspetti possano coabitare tranquillamente?
I due aspetti in me coabitano tranquillamente, ti ringrazio per avermi etichettato soulful, un bel complimento, per me Ë fondamentale l'interpretazione e la vocalit‡, troppo spesso mi capita di ascoltare canzoni magari molto belle ma interpretate male, io cerco di ottenere il massimo dalle mie potenzialit‡. Ritengo fondamentale anche un certo approccio "fisico" nell'intrattenere il pubblico, cerco di non risparmiarmi mai, ma nei miei concerti non c'Ë solo intrattenimento, credo ci sia anche uno speciale coinvolgimento emotivo, quasi una condivisione tra me ed il mio pubblico. Non ci sono grandi differenze, okay io canto le mie canzoni ma subito diventano di tutti, ci rendono simili, sono le canzoni il vero tramite. Guarda, io non ho mai smesso di essere un fan, un entusiasta e un sognatore, adoro la musica e mi emoziono proprio come quando ero un ragazzino. Forse tutti i miei "Spiriti Liberi" mi seguono e mi sostengono anche per questo mio modo di essere
A conti fatti, sono ormai vent'anni che calchi le scene e non sembri mostrare alcun segno di cedimento. Di tutto questo tempo cosa custodisci con affetto e di cosa avresti fatto volentieri a meno?
Nessun rimpianto, tutto quello che ho fatto l'ho fatto credendoci. Ora ho una ritrovata energia, sempre piu' gente che apprezza quello che faccio, una totale libert‡ artistica: sto gi‡ componendo nuove canzoni in questi giorni, tra un concerto e l'altro, ma saranno brani in italiano, per un futuro album solista che di sicuro non uscir‡ prima del 2006. Come diceva il grande Van 'the man' Morrison, "it's too late to stop now!".
In questi vent'anni ti sei distinto anche come fan: quali sono i dischi che sono rimasti e quali quelli che, dopo un po' hai abbandonato?
Certi dischi li 'abbandoni' anche per mancanza di tempo, non riesci mai a riascoltare o a riapprezzare tutto, alcuni rimangono lÏ inascoltati nello scaffale a prendere polvere, ma ovviamente alcuni dischi sono davvero fondamentali per me, e lo saranno sempre: te ne elenco qualcuno, cosÏ tanto per giocare, ma potrebbe essere una lunga lista e magari fra una settimana la mia scelta potrebbe essere diversa, ma te ne sparo una dozzina cosÏ senza pensarci su tanto, anzi meglio tredici: Darkness On The Edge Of Town di Springsteen, Moondance di Van Morrison, The Lamb Lies Down On Broadway dei Genesis, il Best di Sam Cooke, Asylum Years di Tom Waits, il Good Vibrations box dei Beach Boys, Gonna Take A Miracle di Laura Nyro, The Pretender di Jackson Browne,Midnight Mover: The Collection di Bobby Womack, Benefit dei Jethro Tull,Hejira di Joni Mitchell, il live 1975 di Bob Dylan con la Rolling Thunder Revue, the Decca Singles Collection dei Rolling Stones. Okay, fra mezz'ora potrei fare una lista diversa, ma credo ti sia comunque fatto un'idea degli artisti che ritengo fondamentali per me, saranno sempre una ineguagliabile fonte di ispirazione e di stimoli. Grazie per avermi dato la possibilit‡ di ricordarli tutti, e per questa chiacchierata, love and soul a tutti, ci vediamo on the road |